PETER IN FLORENCE – GIN MADE IN TUSCANY

Nella splendida cornice delle colline Toscane, Stefano Cicalese, maestro alchimista, distillatore e chef di distilleria, produce un distillato divenuto emblema di Firenze. Con la sua segretissima ricetta fatta di 14 botaniche diverse, produce il “gin dell’eleganza”, dove al centro mette oltre alle bacche di ginepro prodotte nella stessa azienda,  l’iris Florentina (lo storico giglio di Firenze, per chi non l’avesse capito), icona della città del quale non solo ne vengono usate le radici, ma anche i petali. Un vero e proprio tributo alla città, la stessa da dove si è partiti con l’idea di produrre questo esemplare di capolavoro. 
Peter In Florence, è la prima distilleria in Italia dedicata solo ed esclusivamente al gin, una vera e propria microdistilleria specializzata, dove il processo di creazione del distillato, che va dalla raccolta delle botaniche, alla distillazione, passando per la raccolta del cuore del distillato e finendo per l’imbottigliamento, avviene in loco. 
L’acqua utilizzata per tagliare il prodotto una volta distillato, è reperita anch’essa in loco e viene direttamente dal pozzo dell’azienda, successivamente trattata con l’osmosi inversa, viene resa disponibile ad essere utilizzata nel pieno rispetto dei più elevati standard qualitativi internazionali previsti dall’industria beverage di DIAGEO. 
L’alambicco invece, è uno della tipologia di quelli a colonna discontinui, unico in italia a utilizzare l’infusione a vapore (introdotta molti anni fa da Thomas Dakin), permettendo un estrazione piu delicata e naturale di olii essenziali e aromi. Il modello studiato e scelto per Peter in Florence, si è ispirato allo storico alambicco Carterhead utilizzato sin dal 1831 per la produzione di alcuni tra i migliori gin al mondo. Niente sarebbe stato possibile, senza il knowhow e l’esperienza di Green Engineering. Azienda leader nel settore della costruzione di impianti da distillazione (bombay per esempio), ha messo in campo tutte le sue migliori risorse per replicare, anche se in forma ridotta, uno splendido esemplare di alambicco, dal design originale ma con tutte le caratteristiche tecnologiche all’avanguardia (come la fluidodinamica numerica). Unico in Italia, è capace di controllare tutti i parametri fondamentali della distillazione così da poter andare a migliorare e ottimizzare quelli, dove, causa le molteplici variabili, lo strumento risulta meno performante. 
Il prodtto finale è un London dry gin, che a differenza di quello che uno possa pensare, può essere prodotto in tutto il mondo e non solo a Londra, basta che rispetti le normative di legge che prevedono la produzione di un prodotto senza aggiunta di aromi e con botanicals devono messi a macerare per un periodo non superiore alle 24 ore nell’alcol di base, per essere poi ridistillati in una singola seduta (one–shot). 
Il prodotto che ne deriva è una bevanda al 47% di grado alcolico, incolore, con una spiccata sensazione di morbidezza data dalle spezie, ma senza residuo zuccherino. Una bella speziatura, con frutti e fiori di vario genere. Caldo ma non eccessivo, piacevole da bere in uno dei tanti cocktail con cui può essere mixato, ma anche liscio con un po di ghiaccio, per gustarlo nel massimo della sua espressione. Ancora una volta la Toscana si distingue per unicità e originalità, grazie alla mente creativa e all’ambizione di persone come Stefano Cicalese, che hanno saputo concretizzare un’idea rendendola reale, tangibile e bevibile. Spetta a noi adesso, rendere merito all’impegno di queste persone, bevendo, come in questo caso, PETER IN FLORENCE!!






















































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